Come fa un aereo a decollare?

Una clocheLa manovra che consente all'aereo di staccare l'ombra da terra si chiama, in termini aeronautici, rotazione. Avviene quando, raggiunta una determinata velocità sulla pista di decollo, il pilota "tira la cloche". Questa velocità - chiamata appunto velocità di rotazione o Vr - viene calcolata prima di iniziare la corsa e varia a seconda del peso dell'aereo, della conformazione della pista e delle condizioni atmosferiche (temperatura, pressione e vento). In una "situazione normale" un aereo di lungo raggio come il Boeing 777 alza il muso a circa 300 km/h.

Cosa succede con la rotazione? In pratica tirando verso di sé il volantino, o il sidestick sugli Airbus, il pilota varia l’equilibrio aerodinamico dell’aereo agendo sui comandi di volo che si trovano sui piani orizzontali della coda. L’effetto che ne deriva è una forza che spinge verso il basso la coda, facendo così, indirettamente, alzare la prua.

Un aereo in decolloPer rendere possibile il decollo ad una velocità più contenuta gli aerei sono dotati di ipersostentatori (flap e slat) che vengono appunto utilizzati duranti le fasi di decollo ed atterraggio per ridurre le velocità minime di sostentamento.

Durante la manovra di rotazione per il decollo l’assetto dell’aereo è portato indicativamente tra i 15 e i 20 gradi sull’orizzonte.